Italia. Gsk apre dal 16 marzo la mobilità per 60 lavoratori. Si tratta, per la maggior parte di informatori farmaceutici che operano in tutta Italia, ma che fanno capo a Verona per il tipo di prodotti commercializzati, e di una ventina di altri lavoratori che l’azienda sta individuando. In particolare, Gsk sarebbe intenzionata a commercializzare in maniera diversa (senza ISF) la linea Stiefel
Tagli Glaxo, 60 lavoratori in mobilità
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Gsk, in effetti, proprio lunedì scorso ha concluso l’acquisto delle attività dedicate ai vaccini da Novartis, con un investimento di 5,25 miliardi di dollari: la sede Novartis di Siena è passata a Gsk e, proprio per verificare se ci sono problematiche occupazionali, domani le organizzazioni sindacali si incontreranno a Bologna. Ciò che emerge sono le preoccupazioni sul futuro delle sede scaligera che, probabilmente, diventerà head quarter di Gsk in Italia, ma che pare destinata a perdere quella sua funzione produttiva e industriale.
«Noi notiamo un disimpegno costante dell’azienda nei confronti del sito di Verona – analizza Dennis Gambillara di Uiltec Verona – tanto che abbiamo forti dubbi sul ruolo del nostro centro per il futuro. Ciò che chiediamo all’azienda è un piano industriale chiaro di Gsk in Italia e a Verona». Il fatto che, nella nostra città, si concentrino produzioni «mature», come quella delle cefalosporine, poi, non aiuta. «In più – sottolinea Luigi Santoni di Filtea Cgil Verona – ci troviamo ogni anno a dover affrontare una riduzione di personale. Il sito di Verona si va impoverendo, si riduce il numero di informatori legati ai medicinali prodotti qui e l’azienda non è disponibile a discutere di strumenti alternativi alla mobilità».
GSK licenzia più di 100 lavoratori (ISF) in Cina per cattiva condotta in conseguenza dello scandalo di corruzione
I dipendenti licenziati contestano la decisione GSK; minacciano azione legale
9 marzo 2015 | By Carly Helfand | FiercePharma
Dopo aver aumentato il monitoraggio dei rimborsi spese, dopo aver aumentato i suoi sforzi di controllo e portato il problema in uno studio legale e a consulenti esterni per rivedere le sue operazioni in Cina, il gigante farmaceutico ha preso “provvedimenti disciplinari nei confronti di dipendenti il cui comportamento ha violato i valori della GSK e il Codice di Autodisciplina”, si legge in una dichiarazione rilasciata alla FiercePharmaAsia . Tali violazioni hanno avuto luogo prima della metà del 2013, quando i funzionari cinesi hanno colpito la società con accuse di corruzione per un totale di $ 489.000.000.
Ma i dipendenti licenziati hanno intenzione di protestare contro il provvedimento, secondo una dichiarazione vista su Bloomberg. Gli ex dipendenti contestano la decisione della casa farmaceutica britannica, e un operaio ha detto alla stampa che circa la metà di loro ha intenzione di fare denuncia alle autorità del lavoro cinesi.
In una dichiarazione, secondo loro, Glaxo ha agito senza “produrre alcuna prova di violazioni delle regole ai dipendenti,” e non offrono “alcuna compensazione o ragionevole comunicazione”. Sulla loro agenda: cercare trattative di compensazione con la società, riprendere il lavoro e sanare la loro reputazione.
Non è il primo turno di licenziamenti di GSK dopo lo scandalo di corruzione – e non è la prima volta che tali licenziamenti suscitano protesta. Lo scorso luglio, un trio di ex membri dello staff ha citato in giudizio l’azienda per il cosiddetto licenziamento illegale, chiedendo due mesi di stipendio per ogni anno di impiego in Glaxo. Uno dei protagonisti ha detto che GSK ha incoraggiato alcuni dipendenti cinesi a dimettersi sulla scia dello scandalo e ha minacciato altri di risoluzione dei contratti e di cattive referenze.
Ma, come CEO, Andrew Witty lavora per mettere in sesto la barca in Cina – e riparare la reputazione macchiata di GSK, dopo una serie di altre accuse di corruzione in Medio Oriente e altrove – e la società è ferma nella sua posizione contro i cattivi comportamenti.
“Indipendentemente dalla scala di giudizio, non tollereremo la cattiva condotta”, dice in una sua dichiarazione. “Quando si è trovata la prova di cattiva condotta, prendiamo appropriate azioni disciplinari fino al licenziamento.”
L’amaro risveglio dopo la stagione delle grandi acquisizioni
Tempi duri per il CEO di GSK, pacchetto salario e benefits tagliato del 56%
Il motivo risiede nel fatto che il 2014 è stato un anno molto difficile per il gruppo GSK e questo ha fortemente influenzato la valutazione fatta dagli azionisti delle performance del board. Tra i maggior punti di insoddisfazione degli azionisti vi sono sicuramente le performance di vendita di Advair, che in US ha venduto 10% in meno del previsto, e questo ha forzato GSK a ritoccare verso il basso i prezzi di vendita per poter mantenere la quota di market share.
I deludenti risultati di Advair hanno forzato anche un nuovo programma di taglio di costi del valore di $1.6bn e con esso anche il licenziamento di 900 dipendenti in North Carolina in R&D e nella rete vendita. L’anno in corso sarà probabilmente ancora più difficile per Andrew Witty, visto che dovrà gestire l’integrazione della divisione vaccini appena ricevuta da Novartis in cambio del settore oncologico e la costituzione di una joint venture nell’ambito Consumer Health.
(Fonte Bloomberg)