Healthcare according to the 'grillini'. “Free care and equity of access”

No alla devolution e alla Sanità azienda. Ticket proporzionati al reddito, promozione dei farmaci equivalenti e prescrizione dei principi attivi invece delle singole specialità. Questi alcuni dei punti che riguardano la sanità contenuti nel programma nazionale del Movimento 5 Stelle.

08 MAG – I risultati del primo turno delle elezioni amministrative hanno visto la crescita esponenziale del Movimento guidato da Beppe Grillo. Vediamo quindi quali sono i punti cardine, contenuti nel programma nazionale del Movimento, sulla sanità.
Sanità pubblica e universalistica. Basta con l’aziendalismo. “L’Italia – si legge nel programma è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universali. Due fatti però stanno minando alle basi l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende inoltre ad organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di salute e di qualità dei servizi”.
Questa è la premessa ma nel programma sono contenute anche alcune indicazioni specifiche sulla gratuità delle cure ed equità di accesso. Per il M5S occorre in primis “garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito”. Per quanto riguarda i ticket per i ‘grillini’ essi dovranno essere “proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali” e poi bisogna “monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità”.
Ultimo punto del programma attiene i farmaci. “Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai farmaci ‘di marca’ (che in Italia costano spesso di più che all’estero) e più sicuri rispetto ai prodotti di recente approvazione”. E infine il tema della prescrizione medica, che dovrà indicare i “principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come avviene ad esempio in Gran Bretagna)”.

L.F.
08 maggio 2012 –

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