SNAMI: la Ministra scenda dalla luna. Una ministra che non amando il confronto continua a collezionare flop!
_____________________________
Il ministro Lorenzin ha trasmesso il testo per l’approvazione definitiva. Fra i punti principali, integrazione tra cure primarie e specialistiche, continua assistenziale, presa in carico precoce, potenziamento delle cure domiciliari e de-ospedalizzazione.
di Redazione Aboutpharma Online – 22 luglio 2016 – Aboutpharma
Il Piano, spiega il ministero, definisce a livello nazionale un “disegno strategico per la gestione della cronicità che le singole singole regioni potranno attuare sul proprio territorio in considerazione della propria storia, dei servizi e delle risorse disponibili”. Poi, detta linee di indirizzo su “patologie con caratteristiche e bisogni assistenziali specifici, quali malattie renali croniche e insufficienza renale, artrite reumatoide e artriti croniche in età evolutiva, rettocolite ulcerosa e malattia di Crohn, insufficienza cardiaca, malattia di Parkinson e parkinsonismi, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e insufficienza respiratoria, insufficienza respiratoria in età evolutiva, asma in età evolutiva, malattie endocrine in età evolutiva e malattie renali croniche in età evolutiva”.
In particolare, il Piano fornisce indicazioni per favorire il funzionamento delle reti assistenziali, con una forte integrazione tra l’assistenza primaria, centrata sul medico di medicina generale, e le cure specialistiche; la continuità assistenziale; l’ingresso quanto più precoce della persona con malattia cronica nel percorso diagnostico-terapeutico multidisciplinare; il potenziamento delle cure domiciliari e la riduzione dei ricoveri ospedalieri, anche attraverso l’uso di tecnologie innovative di “tecnoassistenza”; lo sviluppo di modelli assistenziali centrati sui bisogni “globali” del paziente e non solo clinici.
Infine, il Piano nazionale della cronicità sarebbe “una svolta importante” nell’approccio alla malattia: “La persona diviene il centro del sistema di cure, grazie alla costruzione di percorsi diagnostico-terapeutici che la inseriscono in un piano di assistenza il più possibile personalizzato; il paziente quindi non è più utente ‘passivo’ delle cure, ma collabora attivamente alla gestione della sua condizione, arrivando a definire con l’équipe un percorso di cura che gli consenta di convivere con il suo quadro patologico e di ‘fare fronte’ alla patologia”, conclude la nota del ministero.
Notizie correlate: SNAMI. “La ministra scenda dalla luna”
Cronicità, ecco il Piano nazionale. Tanti progetti, nessuna risorsa