La Commissione Affari Sociali della Camera ha approvato ieri un emendamento di Fratelli d’Italia alla
manovra in tema di pensionamento per i medici
Niente da fare per la proroga su base volontaria della pensione per i medici a 72 anni. La proposta di modifica contenuta in un emendamento della Lega al milleproroghe, non è stata, infatti, prevista nella riformulazione del governo poi approvata nella commissioni Affari Costituzionali e Bilancio e non è rientrata in sub-emendamenti nemmeno per specifiche categorie.
Via libera quindi invece alla possibilità per i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, entrambi convenzionati Ssn alla possibilità di andare in pensione a 72 anni e non a 70. E’ stato approvato, infatti, un emendamento di FdI al decreto milleproroghe in questo senso.
There ricetta elettronica rimarrà per un altro anno: fino al 31 dicembre 2024, infatti, sarà possibile l’invio della ricetta in formato digitale.
L’emendamento del Movimento Cinque Stelle è stato, quindi, approvato dalle commissioni. La firmataria, Mariolina Castellone, ha anche detto che “è stata messa agli atti la richiesta che la misura diventi strutturale”.
Sanità, Silvestro Scotti: “Con 10% in pensione a 72 anni cure per 1 mln italiani”
Fonte: ADN KRONOS
Dichiarazione di Pina Onotri, Segretario Generale Sindacato Medici Italiani (SMI)
“L’aumento dell’età pensionabile a 72 anni per i medici di medicina generale non può essere una soluzione, se solo pensiamo alla difficoltà che hanno gli ultra settantenni anche a rinnovare la patente, consideriamo difficile che si possa affrontare un tema così delicato, come la salute possa essere affidato a persone che dopo una vita di lavoro dovrebbero essere, giustamente, in pensione; anche perché una persona non può lavorare per il 90% della propria vita. In merito all’età pensionabile va anche considerato che la metà dei medici sono donne e su loro ricadono non solo il carico di lavoro ma anche quello assistenziale dei figli, dei genitori anziani. Per questo, soprattutto, per le donne medico si dovrebbe prevede un anticipo della pensione rispetto ai colleghi uomini”.
“Per la medicina generale e quella di prossimità che rappresentano la prima linea di cura per i cittadini non servono misure tampone che penalizzano ancor di più i medici, in fuga, ormai, dal SSN per i carichi di lavoro insopportabili e per le retribuzioni in caduta libera. Occorrono scelte strutturali per far forte alla grave carenza di medici in tutto il Paese”.
“Ci aspettiamo dal Governo e dal Parlamento misure urgenti per calcolare il fabbisogno di specialisti e di medici di famiglia sulle reali esigenze della popolazione e sulla tipologia della stessa popolazione che si deve assistere. Occorre delineare una programmazione seria da subito e non varare misure estemporanee e penalizzanti per il lavoro dei medici”.